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  • : François Giovangigli. Art contemporain.
  • : Blog sur le travail de François Giovangigli, installations, peintures, monuments provisoires. Présentation de tout son travail et de ses dernières recherches sur les an-atomiques et les an-organiques.
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 Museo Civico Bellona, Montebelluna

"Omaggio a la Marca Goiosa", François Giovangigli.

Texte de Marta Mazza:" INSTALLAZIONI"


In-installare vuol dire entrare in un lougo e segnarlo con una presenza durevole; vuol dire fondere tempi e modi della creazione e della presentazione in un unicum mai identicamente esportabile e arrichire l'opera itinerante di un'adattabilità rigeneratrice. L'aura, espansione magica e immateriale, vienne prevista, demistificata, misurata, attrezzata, vissuta; ed è occasione troppo ghiotta perché l'annullata vindibilità del prodotto funga da detterente; all'occorenza, l'opus magnum figlierà cellule che ne conserveranno per gran parte il codice genetico, ma differenziandosi in scala e per conformazione tanto da reintrodursi nei canali distributivi. Lo stilista, creativo organico al sistema consumistico, esaspera il prototipo per la sfilata ma già programma i compromessi imposti dalla fruibilità; l'artista, creativo che dovrebbe essere libero, adatta diversamente il suo fare all'occasione caduca (l'installazione permanente è del tutto eccezionale) o al possesso privato, mantenendo pero il privilegio di una riproduzione non necessariamente seriale e alimentata da rapporti interpersonali (l'acquirente occasionale, il collezionista, il gallerista).

 

L'installazione è lèsito ultimo di un processo evolutivo dell'arte innescatosi col cubismo, quando l'esplorazione polisensoriale del mondo soppianto quella esclusivamente ottica accresciutasi per secoli sulle norme prospettiche rinascimentali. Riscattando l'immobilità passata, in un frenetico, eccezionale, schizofrenico ottantennio, gli artisti hanno osato ogni dimenzione, ogni strumento, ogni significato. Precocemente, fin dall'oggetto pop, hanno voluto un ingombro ambientale, confermandolo nella "metafisica" minimalista e nella primordialità povera esuperandolo, addirittura, nei paesaggi modificati della Land Art. Entrati fisicamente in questi sapzi, vi hanno poi anche agito, elevando ad arte i propri comportamenti esibili e riformulando ex novo il significato del soggetto nella dialettica dell'operare artistico. L'installazione, recrudescenza dell'environnement (Restany) dopo un quarto di secolo, ripropone la necessità di un'esperienza quadrimensionale, sensativa, comportamentale dell'opera-ambiente; ma con il coraggio, inedito, di farne protagonista il fruitore.

Esaurito prima nel duo passivo spectare (essere spettatore, di un quadro o di uno spettacolo indifferentemente) o in un agire ripetitivo predeterminato in modo univoco (comme schiacciare un pulsante che inneschi un dato meccanismo), il pubblico ora, veramente, interagisce; all'insegna, nei casi più evoluti, della massima incondizionatezza spazio-temporale e della massima stimolazione razionale e sensitiva, ottenute sio proponendo una gamma non ridotta di opzioni sia badando a non inibire alcun meccanismo reattivo. L'interattività dunque, nuova importante categoria dell'arte, è l'elemento evolutivo su cui accentrare l'analisi.

In prima istanza, il concetto è attuale perche metaforizza un'era di illimitate relazioni (inter è prefisso mediante) , fisiche - rapida raggiungibilità di ogni luogo - e mentali - tutte le informazioni, tutte in tempo reale. Ma poiché l'arte non si contenta di alludere gli aspetti peculiari della società e piuttosto, se ne appropria - si è fatta irrazionalità distruttiva o fiduciosa progettualità, si è fatta macchina, si è fatta, negli esiti e nei modi, industria e pubblicità - ecco che si incunea nella globalizzazione telematica e si fa comunicazione informatizzata essa stessa.

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